Kevin Costner, Cannes 2024
Published at : 17 Dec 2025
Kevin Costner in lacrime a Cannes 2024: “Ho ipotecato le mie quattro case e messo tutti i miei soldi per girare questo film, sognavo di farlo da 40 anni”
Horizon è una saga western sulla conquista del West nel 1860 divisa in quattro film.
Ipoteche, prestiti, debiti e clamorose stroncature. La giornata di Kevin Costner al Festival di Cannes con Horizon – An american saga sembra una tragicommedia all’italiana. L’applausometro che oscilla tra dieci e sette minuti di battimani (scrivono spesso le persone in sala senza un cronometro ndr), ma le casse rimangono vuote e la critica è impietosa. Si sa, Horizon è una saga western sulla conquista del West nel 1860 divisa in quattro film, sorta di scommessa produttivamente azzardata e magniloquente, fortemente voluta dal premio Oscar per Balla coi lupi, tanto che lo stesso Costner per realizzarla ha ipotecato le sue case e quelle dei suoi figli, mettendoci pure di tasca propria 40 milioni di dollari (il budget segna ufficialmente 90 milioni).
Il primo capitolo, tre ore di durata, è stato mostrato sulla Croisette come evento fuori categoria, ed è incentrato su quella che viene definito da Variety “l’allestimento del palcoscenico” dove è stato “introdotto un vasto insieme di personaggi, con la promessa di eventi più drammatici in arrivo nei film rimanenti”. Ecco, qualcosa di bello, forse, arriverà. Ma per ora Horizon – An american saga è stato criticato già in maniera inappellabile: “Un film goffo (…) con un montaggio affrettato e approssimativo (…) questa prima parte di quattro film è disseminata di scene non essenziali e di personaggi che non vanno da nessuna parte, oltre ad impiegare troppo tempo per collegare i fili confusi della trama”. Su VanityFair hanno scritto che si tratta di un “miscuglio di trame cliché resi con colori (e performance) sbiadite” e poi sono stati fatti ironicamente paragoni con precedenti regie di Costner (“più simile a Waterworld che a Balla coi lupi”) tanto da scrivere ironicamente che “il regista compie un’impresa sbalorditiva: viene da chiedersi se forse non siamo stati un po’ troppo duri con The Postman”. Indiewire ci è andata giù secca: “E’ il progetto di vanità cinematografica più noioso del secolo”. Infine, il celebre sito di critica statunitense, Rogerebert.com sottolinea che “questo singolo film è un compito ingrato da sopportare e che raramente dà agli spettatori ciò che vogliono”.